sul palco della vita, colorata attrice
e dei mali delle donne, se fa scrittrice:
a ‘na carozza, preferisce ‘na motrice!
e l’amore che le dai, le pare poca cosa,
accecata dal cinismo di questa società,
per lei, sarà migliore, l’anno che verrà.
della sua disgrazia, di certo non colpevole:
è solo ‘na bambina ingenua e innocente,
che a questo monno non ha visto ancora niente!
coi genitori, ‘n po’ troppo all’antica:
le hanno detto, che è ‘n erore,
ritrovasse a fa’ l’amore!
sbagli piccoli, le sembrano montagne,
li ritrova sul cuscino, la notte, quanno piagne,
perché pare delicata, ma sta divenendo roccia!
e si te vole bene, te dà tutta se stessa,
ma si l’artri je danno “poco poco, o forse gnente”
ce s’avvelena er core, er corpo e pure la mente.
de quarcuno, che oggi tace,
ma che, ieri forte me ‘mplorava,
de n’ vole’ vive da schiava.
ma la sua natura, è da sempre forestiera,
lontana da affetti, parenti e serpenti,
vorrebbe in tera sua, far valere i suoi talenti!
che porta macigni, sui suoi tondi fianchi,
auspicava, per i figli, un futuro brillante,
aspettando che, dar letame, nascesse quer diamante!
simbolo magnifico de Roma mia,
s’incazza, strilla, nessuno la sente,
ma se ne frega, e va contro corente!